La guerra “gratis vs fee” è spesso ideologica. Meglio ragionare da professionisti: pago solo quando c’è un ritorno realistico.
1) Tre motivi legittimi per una fee
Una fee può avere senso se:
- copre costi reali (stampa, mostra, giuria)
- finanzia premi significativi
- filtra candidature spam (se spiegato bene)
2) Quando NON pagare quasi mai
- premi vaghi (“exposure”)
- giuria non nominata
- diritti aggressivi
- costi sproporzionati rispetto ai benefit
3) Matrice decisionale (semplice)
Datti un punteggio 0–2 per ogni voce:
- Reputazione/track record (0–2)
- Premi concreti (0–2)
- Trasparenza diritti (0–2)
- Allineamento ai tuoi obiettivi (0–2)
- Fee proporzionata (0–2)
Interpretazione rapida: se totale < 6 probabilmente no. Se totale ≥ 7 vale la pena approfondire.
4) Obiettivi diversi → scelte diverse
Pagare può avere senso se stai cercando:
- un premio specifico (cash / residenza / mostra)
- un credit davvero utile (pubblicazione reale, non generica)
- opportunità di networking credibile
Se invece vuoi “provare” senza rischi, costruisci prima una pipeline su Gratuiti.
5) Come usare ArtContests per questo
- Gratuiti → volume senza rischio
- A pagamento → opportunità più selettive (a volte)
- Ordina sempre per Scadenza più prossima
Conclusione pratica: non scegliere “gratis” o “fee”. Scegli ROI.